mercoledì 15 agosto 2007

Anche a Ferragosto si può dire: ORA BASTA! (per la serie: La libertà non ha prezzo!)



Voglio ricordare qualcuno che non c'è più e che, sinceramente, ci manca.
Non c'è più perchè sono stati censurati, da destra e da sinistra... Anche oggi non si sa se Sabina Guzzanti e Daniele Luttazzi torneranno mai più in televisione a fare satira...

Siamo ancora un paese libero ? Per curiosità andate a vedere su questo sito l'ultimo rapporto sulla libertà di stampa pubblicato da Reporters sans frontieres, scoprirete che veniamo dopo Namibia, Benin, Trinidad & Tobago.

Ultimi tre video con il grande Luttazzi, nel primo racconta delle sue cause e nel secondo e terzo, intervistato da Biagi, ci dà la notizia - censurata da tutti i media - che ha vinto tutte le cause!









... e per finire, cosa ne pensava il Grande Indro Montanelli:

lunedì 13 agosto 2007

Bambini che muoiono (ogni giorno 30.000 nel mondo!)



Lo so è un argomento da pugno nello stomaco, non certo piacevole soprattutto nella settimana di ferragosto, ma continua ad accadere in tutto il mondo.
Anche in Italia, nella civilissima (!?) Italia.
In Darfur, nel Rwanda, come in Italia, in Africa come in Europa, nel mondo intero si uccidono o muoiono bambini e non si può rimanere senza nemmeno una parola...
Ieri a Livorno, oggi a Castelvolturno, domani dove ?
Non mi aspetto commenti, non ce ne bisogno, so che siete solidali, ma ritengo giusto ricordare questi angeli, vittime della violenza di questo mondo terribilmente ingiusto e schifoso.
Voglio ricordare anche i bambini soldati, i bambini abusati sessualmente, i bambini che lavorano come schiavi, i bambini orfani dell'AIDS e quelli malati dello stesso male, i bambini di strada abbandonati e tanti altri che non vivono un'infanzia degna di un essere umano.
Sul sito della Bruja ho letto una frase di Gibran: "Il desiderio è metà della vita; l'indifferenza è metà della morte." ed io non voglio restare indifferente.

giovedì 9 agosto 2007

Il Meme, questo (per me) sconosciuto...

Sono stato nominato per rispondere a un meme. Per prima cosa mi sono chiesto: ma cosa cavolo è un meme,. Sarà che sono nuovo di blog, sarà che ho una certa età (anche mia figlia di 5 anni una volta che io le dissi "guarda Clara che non ce la faccio a prenderti in braccio perchè ho una certa età", mi rispose: "Papi, ma anch'io ho una certa età"...), il fatto è che non lo sapevo proprio cosa fosse. Certo ne avevo sentito parlare, ma -giuro- non conoscevo la definizione. Così ho cercato su wikipedia (che risorsa!) e l'ho trovato, sapete che mi piace approfondire, no?
Ora siccome ci sono altre persone, (no, non voi, bloggers scafatissimi) che non sanno cos'è, di seguito metto un piccolo link per scoprirlo: Cos'è un meme.
Ma non voglio divagare, sennò il mari mi manda a quel paese.
Ho pensato tutto il giorno a queste paure quotidiane e non voglio più rifletterci perchè altrimenti diventano angoscie... ma il meme l'ho preso sul serio e voglio aprirvi il mio cuore.

1) paura di deludere il mio prossimo. Sulla mia affidabilità non possono avere dubbi, cerco di dare il meglio e quando mi succede di deludere (ah, se mi succede!) vado in crisi.

2) paura di ammalarmi prima di concludere la mia missione (aiutare a crescere e a diventare autonome le mie figlie).

3) paura che non si possa davvero cambiare nulla di questo mondo ed arrendermi all'ineluttabile.

Scusate se ancora una volta faccio il filosofo... ma è davvero così...

Visto che devo (lo prevede la tecnica del meme!) nominare qualcun'altro (con la speranza che non siano partiti per le ferie!), allora i signori nominati per rispondere sono:

Giuliana : http://giulianissima.blogspot.com/
Flipper: http://tuttosenzataboo.blogspot.com/
Kniendich: http://miportovia.blogspot.com/

Un abbraccio a tutti e i nominati non me vogliano...

mercoledì 8 agosto 2007

Tu sei un bastardo!

E' il titolo di un pamphlet di Gad Lerner uscito due anni fa.
In questo libro Lerner critica l'uso e l'abuso delle identità, delle radici e delle origini che servirebbero solo ad aumentare le divisioni, i conflitti e vere e proprie guerre tra il genere umano, proprio in un'epoca in cui la cd. globalizzazione avrebbe dovuto superare le barriere, le differenze, eliminare le antiche rivalità religiose, etniche e sociali. Invece, proprio in questi ultimi anni si è diffusa un'incontrollabile tendenza ad esaltare le proprie origini e costruirsi una propria identità che si afferma superiore alle altre. Tutto questo non è assolutamente un segnale di progresso umano, anzi!
Vogliamo parlare di islamismo, ebraismo, cristianesimo,piuttosto che di bianchi o neri oppure di rom o di africani ?
Anche noi italiani non siamo esenti dal gioco delle identità, del sud, del nord, del centro, siciliani, piemontesi, calabresi, lombardi ecc. non possiamo certo dire di avere un'identità precisa se non a livello forse culturale... Anche io spesso ricordo di essere nato in Calabria e che mi sento veneto di adozione, mentre ora sono deportato in Toscana (parafrasando il poeta Virgilio che aveva fatto scrivere sulla sua epigrafe: Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenopae...). A ben riflettere però con tutte le occupazioni e le invasioni di altri popoli che nel corso dei secoli abbiamo subito, proprio non possiamo dire di avere un pedigree purissimo. In realtà siamo tutti dei bastardi, per fortuna e come tutta la razza umana del resto. E' un principio della genetica che gli esseri viventi per sopravvivere devono conservare una forte diversità biologica o biodiversità.
Dunque ben venga il meltin' pot e, se siete dei viaggiatori (come me) dimenticate pure dove siete nati, non ha importanza. E' importante solo ciò che siete e che date di voi al vostro prossimo.
Vi lascio una bella canzone di Luca Carboni che, secondo me, ha davvero centrato il punto, anche prima di Gad Lerner!

domenica 5 agosto 2007

Ma gli essere umani sono geneticamente cattivi ?

Questo è un argomento davvero agostano e, forse, di lana caprina.
E' naturalmente collegato al precedente sulla felicità. Un pensiero che mi è venuto leggendo un bellissimo post su un blog di Greg: "The gates of dawn".
Il post del 22 giugno 2007, si intitola: "Quanti sono i cattivi?" e racconta un aneddoto storico dell'antica Grecia. C'è anche un bel commento della carissima Orchidea blu (che comincio a conoscere leggendo blog e commenti e devo dire che condivido molte idee con lei).
Chi volesse sapere di più sulla storia raccontata può farlo anche su wikipedia.
Io però mi rifiuto di pensare che la maggior parte degli uomini sia cattiva, anche se tutti gli indizi vanno in questa direzione, esperienze personali, storia degli uomini a cominciare dall'ultima tesi sull'estinzione dell'homo Neandertalensis, dovuta alle violenze dell'homo sapiens sapiens(??) per non parlare della storia recente (l'ultimo secolo narra di grandi genocidi).
Anche ognuno di noi nella vita quotidiana ha potuto sperimentare piccole e grandi cattiverie, cosa pensare ?
The answer, my friend, is blowin' in the wind....



Post Scriptum (alle ore 17.30 del 5 agosto)
Non vorrei essere frainteso, io rimango ottimista e ho fiducia negli uomini e nel mio prossimo, quando conosco qualcuno per la prima volta, non parto mai prevenuto, continuo a prendere fregature abissali, ma non mi interessa, posso starci male per un po' ma nessuno potrà togliermi mai nè il piacere di dare qualcosa di me nè la mia dignità. Per me la risposta alla domanda se l'uomo è genet(r)icamente cattivo o banalmente incline al male, è assolutamente NO!

giovedì 2 agosto 2007

Cos'è la felicità ?

Effetti del Buon Governo 1337-1340 (particolare) Affresco di AmbrogioLorenzetti -Siena Palazzo Comunale

Oggi mi ha particolarmente colpito una lettera indirizzata al giornale La Repubblica da un avvocato di Catania (Paolo Spanti). Nella lettera si afferma il principio che non può esistere la felicità individuale perché l'essere umano è un essere sociale, integrato in una collettività. In altre parole o si è felici tutti assieme oppure ci sono solo momenti di piacere individuale che non possono essere chiamati felicità.
"La vera felicità -dice l'autore della lettera- è vivere in una collettività in cui ti senti parte integrante, in cui sei in sintonia nel contesto dinamico ed armonioso delle risorse organizzate da un governo locale e centrale che ben ti rappresentano e che condividono le tue aspettative, fissando i principi, determinando gli scopi da perseguire, gli obiettivi da raggiungere, i valori da affermare. Solo allora avverti di dare un senso alla vita e alle azioni in quanto uomo sociale e solidale, con il tuo contributo fattivo ed utile all'aspirazione a quelle conquiste permanenti."
Anche Aristotele aveva intuito che la felicità può essere solo un'esperienza collettiva.
Deve essere un'esperienza pubblica, politica, intersoggettiva, proprio perché è un'aspirazione comune a tutti gli uomini e a tutte le donne.
Io sono convinto che è così, anche se, qui e oggi, siamo molto lontani dall'obiettivo.
Le azioni umane che si possono riscontrare quotidianamente vanno in tutt'altra direzione. Incendi dolosi, inquinamento, degrado ambientale, emergenza rifiuti, sprechi ignobili, disorganizzazione dei servizi e delle istituzioni, abusi e prevaricazioni, violenze e terrorismo, ci comunicano e ci fanno vivere solo esperienze infelici e devastanti anche solo sul piano psicologico.
Il discorso si ricollega al rispetto delle regole, all'etica pubblica e privata ed alla mancanza di civismo già ribadito.
Voi cosa ne pensate ?

martedì 31 luglio 2007

Per il merito e il rispetto delle regole


Poiché tutti i cittadini sono eguali, essi debbono poter accedere in modo eguale a tutti gli impieghi pubblici, secondo le loro capacità e senza altro criterio che quello delle loro virtù e dei loro talenti.




Anche la nostra Costituzione (una delle migliori al mondo se non ci mettono più le mani, diciamolo!) prescrive, all'articolo 97, che agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, ma questo principio è oggi calpestato in modo vergognoso. Da un lato perché molti concorsi sono una farsa, da un altro perchè molti incarichi sono affidati fiduciariamente (cioè mediante una scelta non motivata dal merito professionale).
Questa situazione, oltre che far venire meno la fiducia dei giovani bravi e preparati in cerca di occupazione nel pubblico impiego, rischia di farci diventare come quei Paesi del terzo mondo, dove ingiustizia, corruzione e abusi di ogni genere sono la regola.
E' di oggi la notizia che in Kenia sono stati arrestati due cineasti italiani, accusati ingiustamente di contrabbando di armi (le armi erano di plastica e servivano per il film che stavano girando.
Leggete l'articolo del Corriere della sera: è allucinante!
Per questo è necessario che tutti noi chiediamo sempre il rispetto della Costituzione e dei nostri diritti fondamentali, che guardate un po', già dal 1789 in Francia erano stati individuati, noi ci abbiamo messo più tempo, ma ci stiamo mettendo molto meno per dimenticarli...

Puntualissima, a distanza di un giorno dal post, è arrivata la conferma delle conseguenze dello spoils system. Vi chiedo la pazienza di leggere questo articolo di Repubblica di ieri (ma la notizia è riportata da quasi tutti giornali anche oggi). Ricordatevi che ogni euro evaso lo paghiamo in più noi!!!