sabato 10 aprile 2010

Il paese di Pulcinella di Antonio Padellaro


Pubblico sul mio blog l'articolo di fondo del "Fatto quotidiano" del 9 aprile 2010, scritto da un grande giornalista italiano (Antonio Padellaro), uno dei pochi che rimane a far luce nello squallido panorama del giornalismo italiano, oramai votato in maggioranza al più becero servilismo al Potere.

Credo che questo articolo riassuma ed esponga, molto semplicemente, l'attuale situazione del nostro Paese. Purtroppo, solo coloro che non vogliono vedere, sentire e parlare non lo capiscono. Stiamo attenti perché, come sempre accade nella storia dell'uomo, quello che non si vuole né vedere, né sentire, né capire, prima o poi, si imporra tragicamente ai nostri occhi e alle nostre orecchie.


Nel paese di Pulcinella, ministri con le pezze al sedere e un buco da cinque miliardi dibattono di grandi riforme, presentano bozze e bozzetti e il più comico della compagnia (quello che dà fuoco a una tonnellata di carta asserendo che sono 375 mila leggi) si autoproclama giureconsulto. Intanto Pulcinella si fa una scampagnata in Toscana dove compra la ventesima villa dopo aver ottenuto la trentesima immunità (mentre esultano i giornalisti di Pulcinella lieti che Pulcinella abbia fatto "marameo ai giudici" e a tutti i fessi che rispettano le leggi). Nel paese delle Cause Perse augusti consessi di eruditi studiano, vagliano e scandagliano la trentesima firma sotto la trentesima legge di Pulcinella onde appurare se trattasi di firma che afferma, di firma che conferma o se la firma era malferma. Nel paese di Arlecchino, l’opposizione di Pulcinella festeggia la quarta sconfitta elettorale e la perdita di quattro Regioni in una botta sola perché poteva andare peggio. E in attesa della quinta, sesta e settima sconfitta intavola dialoghi con Pulcinella con cui tesse la tela in un clima sereno per il bene delle istituzioni nella più larga condivisione, amen.Intanto si asfalta la strada di Pulcinella al Quirinale dove quando giungerà potrà firmarsi da solo altre trenta immunità senza tante storie (e già i giornalisti di Pulcinella suonano allegri le trombette, perepé perepé). Nel paese dei Quaranta Ladroni, a decidere le leggi sono gli avvocati di Alì Babà per fare marameo ai giudici e dare impunità ai Ladroni. Nel paese dei Balocchi, le squadre truccano a turno i campionati e vince chi riesce a non farsi beccare. In questo strano paese la gente osserva e fa finta di nulla. Fino a quando ne avrà abbastanza dei pulcinella e degli arlecchini, delle finte riforme, dei buchi di bilancio, dei giornalisti con le trombette, dei ladroni e degli augusti consessi che passano il tempo a spaccare capelli su questa o quella firma. E così sia.

Da il Fatto Quotidiano del 9 aprile

venerdì 26 marzo 2010

Rai per una notte. W la democrazia e la libertà. Riccardo Iacona.

Un grande discorso di Riccardo Iacona, purtroppo interrotto senza motivo da uno che non sapeva cosa dire...

Mario Monicelli, Un grande Maestro!

Ieri sera a Rai per una notte è intervenuto il Grande Maestro Monicelli.
Purtroppo, temo che la diagnosi sia più che giusta.
Dico purtroppo, perché io sarei sempre per una soluzione la meno violenta possibile.
Gli italiani di oggi sono però proprio così.
Il risorgimento non è bastato, non è bastata nemmeno la guerra di resistenza al nazifascismo. Siamo scesi sempre più in basso.
Il riscatto è doloroso... Sostiene Monicelli.

lunedì 8 marzo 2010

Sandro... Quanto ci manchi !!!

Parole quanto mai attuali, parole suffragate da una vita cristallina e conseguente.
Scoprite le differenze con l'attualità!!!

sabato 6 marzo 2010

Il danno


Ormai il danno è fatto. Lo stato di diritto in Italia è finito. Con l'approvazione del decreto legge governativo e la contro firma del presidente della Repubblica, è stata sancita la possibilità che le regole, le norme di legge non valgono per tutti i cittadini a prescindere dalla loro condizione sociale, istituzionale, lavorativa.
I cittadini non sono più tutti uguali davanti alla legge e la legge non è uguale per tutti.
Per alcuni la si può interpretare, a posteriori peraltro, a piacimento, ad libitum, in modo quindi, che non sia vincolante per lor signori.
Quante volte sono state escluse liste elettorali per irregolarità, per ritardo o per qualsiasi altro vizio, anche solo di forma che, come dicevano i giuristi fino a poco tempo fa, in queste materie (elettorali) è anche sostanza, perché trattasi di regole fissate a presidio della stessa democrazia e non è successo nulla solo perché è normale rispettare queste regole.
Si è sovvertita la realtà e solo poche voci sono rimaste a difenderle. Credo che se non ci fosse la rete e un paio di giornali, non avremmo più nemmeno un'informazione puntuale sui fatti. Basta seguire qualche telegiornale per rendersene conto ormai.
Negli altri Paesi del Mondo, non ridono più guardando alle nostre vicende, ma sono abbastanza preoccupati. Forse tra un po' ci manderanno anche gli osservatori ONU per verificare che le elezioni siano davvero libere, come si fa con i Paesi che emergono dalle dittature...
Non ci rimane che resistere, resistere, resistere, come aveva detto il procuratore della Repubblica di Milano, Borrelli, nell'inaugurazione dell'anno giudiziorio 2002, già 8 anni fa, a dieci anni da mani pulite!
Grazie a tutti i nostri signori politici, affaristi di tutti i partiti, che ci hanno ridotto in questo stato, ora l'ultima parola è ai cittadini, che potrebbero dare con le prossime elezioni un segnale fortissimo a lor signori, speriamo che sarà così.

mercoledì 3 marzo 2010

POVERA PATRIA 1991

19 anni orsono, Franco Battiato scrisse questa bella, quanto amarissima canzone che illustrava i mali dell'Italia di quel periodo, dopo ci fu la stagione di "Mani pulite".
Dopo 19 anni, ho ritrovato su Youtube un bel video, con immagini molto eloquenti dell'Italia di oggi e la musica di "Povera patria". Chissà se ci sarà ancora un'altra stagione di "Mani pulite" ???

giovedì 4 febbraio 2010

Un giorno di ordinario silenzio/assenso

Questo testo amarissimo, mi è stato inviato per email dalla mia amica Mirella D. D. lo condivido totalmente.


Mattino. Scendi le scale. Porti la spazzatura nei bidoni differenziati. In ognuno ci sono rifiuti di ogni tipo.

Esci in strada. Le strisce pedonali occupate da un Suv. Lo aggiri. Attraversi.

Fermata dell'autobus. Macchine parcheggiate sull'area di sosta del mezzo pubblico. 15 metri a destra per trovare un varco e salire.

Un fumatore in attesa butta il pacchetto vuoto sul marciapiede.

Nell'autobus rubano un portafoglio a una signora. Osservi, taci (e se avesse un coltello?).

Attraversi una piazza. Cani che cagano su un prato riservato ai bambini.

Semaforo rosso, in mezzo alla strada una buca. Un motociclista potrebbe ammazzarsi. Qualcuno avvertirà i vigili.

Bar. Frasi nell'aria: "Berlusconi e la giustizia a orologeria", "Di Pietro terrorista". Perché discutere?

Tossisci, l'aria è irrespirabile. Qualcuno ci penserà.

Apri una busta della banca. Il tasso di interesse è ridotto allo 0,1%. Per il mutuo sull'appartamento il tasso è invariato al 9%.

In ufficio non hanno rinnovato il contratto a venti colleghi a tempo determinato. I dirigenti sono al loro posto.

Il Senato approva il processo breve.

Napolitano scrive una lettera alla vedova Craxi: "Pagò con durezza senza eguali". Latitante, non un giorno di prigione e miliardi rubati agli italiani: durezza senza eguali?

Un tuo conoscente è morto sul lavoro, scivolato da un tetto. Nessuno lo ricorda, era solo una brava persona.

Poste, coda di mezz'ora. Un pagamento alla Agenzia delle Entrate di 35 euro per una contestazione sul calcolo delle tasse di tre anni prima.

Dal vetro, sporco, degli uffici postali intravedi una Ferrari.

Un pensionato spiega a un altro che lo Scudo Fiscale ha fatto rientrare i capitali in Italia.

Loda Tremonti. Sai che i soldi non sono rientrati, che sono capitali di mafiosi, di corrotti e di evasori totali ripuliti con il 5% allo Stato.

Guardi avanti a te. Paghi. Metropolitana. Un bambino di forse cinque anni suona il violino. Chiede la carità. La gente guarda sopra.

Domani ci sarà un altro bambino schiavo al suo posto e nessuna autorità in giro. Cammini verso casa.

Costeggi il fiume a piedi. Sulle rive, cassette di frutta e sacchetti di plastica. L'acqua di colore nero brunastro. Chi sarà ad inquinare? Qualcuno interverrà.

Uno scivolo per portatori di handicap è occupato, come tutti gli altri a vista d'occhio.

Nel prato di fronte a casa ci sono delle gru. Uno stabile di venti piani. La luce non entrerà più dalla tua finestra. Accenderai la luce. Ora la spegni, è tardi.

La tua giornata di ordinario silenzio/assenso è finita.