mercoledì 7 maggio 2008

W la satira...

Dati i tempi dobbiamo ripescare negli archivi delle vecchie gags satiriche di Corrado Guzzanti, perché per il momento (e per i prossimi anni a venire) di nuove possibilità di satira non ne vedo proprio...
Facciamoci due belle, amare risate e pensate che sono state ideate nel 2002, sei anni fa, ma sempre attuali:



e ancora, IL PIANO ORIGINALE, MITICO CORRADO!!!



La bomba finale:

martedì 6 maggio 2008

Le mani sulla città

Il titolo del post è lo stesso di un celebre film di Franco Rosi del 1963. Il film trattava un tema molto interessante e all'epoca ancora poco conosciuto, quanto di forte impatto sociale.
Il tema dei palazzinari è giunto ai nostri giorni ancora fresco e di grande attualità come allora.
La trasmissione di Report su Raitre del 4 maggio scorso mi ha fatto riflettere su come è stato rovinato il territorio da nord a sud, insomma in tutte le regioni d'Italia.
Di questa situazione hanno grande responsabilità anzitutto gli amministratori locali, sindaci ed assessori, poi i tecnici urbanisti, architetti e ingegneri (ne ricordo uno che avevamo soprannominato "metrocubo" perchè parlava solo di quello) che hanno avallato decisioni scellerate e motivate spesso solamente dalla sete di denaro.
Del resto che ci vuole? E' semplice moltiplicare i soldi investiti nei terreni.
Si acquistano terreni agricoli a volore commerciale bassissimo, poi si fanno approvare (non chiedetemi come perché lo sanno anche i bambini dell'asilo) dei piani regolatori che li rendono edificabili, perché, si sa, c'è sempre bisogno di case, di capannoni e di ipermercati. Non solo, se per caso il terreno agricolo che viene trasformato in edificabile non ha una cubatura sufficiente (cioè un indice di edificabilità abbastanza remunerativo), si chiede una variante specifica all'amministrazione comunale, per aumentarne l'edificabilità e, quindi, il valore. In fin dei conti così ci guadagna anche il Comune che incassa più oneri di urbanizzazione (che si pagano in base ai metri cubi edificati), ma il costruttore magari raddoppia, triplica, quadruplica il guadagno ed il futuro acquirente della casa si trova ad abitare in un alveare degradato e senza servizi.
Ma che problema c'è? E' quasi un'opera di bene, Si fanno più case, che sono necessarie e si costruiscono più strade, acquedotti, fognature eccetera. In altre parole si sfrutta meglio il territorio. Ma tutto questo potrà andare avanti all'infinito?
E. soprattutto, che fine fa tutto questo plusvalore dei terreni?
Si diminuiscono i prezzi delle case? Non ci risulta!
Si costruiscono scuole, asili nido, ospedali, case di riposo e infrastrutture varie per una migliore qualità della vita? Non mi pare!
Si fanno regali agli amici? Chissa...
Nel frattempo sappiamo che il 50% delle società, comprese quelle immobiliari sono in perdita e non pagano tasse.
In tutte le grandi città italiane ci sono storie di piccoli impresari edili, poi imprenditori, diventati grandi industriali e, sempre più in alto, qualcuno è diventato anche un grande statista, governatore di popoli, ma anche nelle più piccole città si fanno affari e credo che ogni cittadino possa verificarlo personalmente.
C'è del marcio in Danimarca ? Non lo so, so però che in Italia ci sono molte cose che non quadrano e non mi piacciono affatto.

sabato 3 maggio 2008

Suor Ilaria


Tra le persone che voglio ricordare in questo sito, per la loro vita e per le cose che hanno fatto in vita (e che potranno ancora fare), c'è questa suora.

Una persona semplice ed allo stesso tempo di grande spessore umano.
Una vita per gli altri e per il bene.
Non è facile parlare di suor Ilaria Meoli, chi l'ha conosciuta, poco, come me, ha l'amaro in bocca di non aver avuto la possibilità di conoscerla più a fondo e di non poter parlare ancora con lei.

Rimpianto e rammarico, perché è morta giovane, in Africa, in missione. Fra quindici giorni avrebbe compiuto 38 anni! E' morta mentre stava lavorando ad un grande progetto, un ospedale per i bambini del Centroafrica, quei bambini che voleva aiutare a soffrir meno.

Rimane però la felice memoria per una persona appassionata della vita, con una grande fede in Dio e con il sorriso nel cuore.

Io ho avuto il privilegio di conoscerla, ma avrei voluto approfondire, creare un rapporto di amicizia e di conoscenza più profonda.

Sei stata una meteora, ma mi hai dato un po' di luce e di conforto.

Grazie suor Ilaria!

Annozero, si ricomincia!

In Italia siamo rimasti davvero all'anno zero, come vuole forse far intendere la trasmissione di Michele Santoro.
Non amo far polemica su queste pagine, ma ho fatto passare due giorni prima di scrivere della mia indignazione per quello che è successo nella trasmissione Annozero, giovedì sera su raidue.
Premetto che ritengo la televisione pubblica inguardabile, come quella privata, se non fosse per qualche sporadica rubrica di informazione e di documentari. Cito a memoria: Report di Milena Gabanelli, Ballarò, Annozero, Alle falde del Kilimangiaro (con una garbatissima Licia Colò), per un pugno di libri, e qualche trasmissione di La7. Aggiungiamoci qualche films, anzi molta pubblicità con qualche scena di films e il quadro della televisione che vedo, quando ho tempo da dedicargli, è completo.
Cosa è successo l'altra sera ad Annozero lo potete vedere su youtube, sui video del Corriere della sera e, comunque, in rete c'è ampia documentazione. Ho deciso che non metterò il video di un ospite della trasmissione (Vittorio Sgarbi) che insulta ripetutamente alcune persone che non la pensano come lui ed in particolare Marco Travaglio, che è stato bravissimo a non scendere sul piano della rissa. Io, che ho ultimamente sviluppato grandi doti di incassatore, non ci sarei riuscito di certo.
Oggi, leggo i giornali e vedo che la Rai (Petruccioli) attacca Santoro e la sua trasmissione per aver trasmesso alcuni interventi di Grillo.
Siamo davvero alle comiche finali, ma forse sono solo quelle iniziali, il crescendo è in itinere...
Ma come? La trasmissione era sul fenomeno popolare di Beppe Grillo (il 25 aprile ha portato in piazza a Torino circa 50.000 persone), cosa doveva trasmettere? Gli interventi di Berlusconi?
Su questo tema poi si è scatenato l'attacco dell'assessore alla cultura (!?!) di Milano, che tra parolacce ed insulti interrompeva continuamente Travaglio, Norma Rangeri e Santoro, i quali essendo individui liberi e senza protettori potevano benissimo essere attaccati a fondo. Il nostro coraggiosissimo paladino delle libertà, infatti, si è guardato bene da insultare o anche interrompere -per esempio- il presidente dell'ordine dei giornalisti...
Ed ora Petruccioli ci viene a dire che Annozero è servito ad amplificare la voce di Grillo ed i suoi insulti al Presidente della Repubblica e ad Umberto Veronesi.
Nessuna censura o parola di sdegno per gli interventi di Sgarbi (che vi invito a riascoltare in rete per capirne la portata intellettuale).
Alcune considerazioni.
Mi pare che qualche personalità autorevole dovrebbe intervenire, se vogliamo che l'Italia non diventi il finalino di coda della classifica mondiale dei paesi dove non esiste o è molto limitata la libertà di stampa e di opinione (che volete, sono un inguaribile romantico, aspetto sempre l'arrivo dei nostri che salvano la situazione)!
Proprio stamane ho sentito il segretario generale dell'ONU, Ban Ki-Moon, che ha detto che la libertà dell'informazione è la prima condizione per uno stato libero e democratico.
Non sono d'accordo su tutto quello che dice Grillo, l'ho già detto e lo ripeto, non sono per nulla d'accordo soprattutto su come le dice, ma rappresenta comunque un fenomeno di cui parlare liberamente ed oscurarlo in televisione certo non risolve l'eventuale problema che pone e che rappresenta. Infatti, se riesce a far andare in piazza tanta gente, anche se non si vede in televisione, forse qualcuno dovrebbe preoccuparsi...
Grillo è comunque una persona, soggetto di diritti e di doveri, imputabile penalmente, e risponde personalmente di quello che dice, ma perché non dovremmo saperle o parlarne? Non per questo si dimostra di condividerle.
Le cose che dice Veronesi sugli inceneritori sono di dominio pubblico, si trovano su youtube, basta inserire nel motore di ricerca le parole chiave: "Veronesi, inceneritori".
Infine, se queste sono le premesse del futuro che ci aspetti, che Dio ci aiuti.

martedì 29 aprile 2008

Persone speciali: Padre Pino Puglisi.






Tornando a casa oggi ascoltavo la radio, come sempre, in auto.


C'era un magistrato che parlava di mafia e di Padre Pino Puglisi.


Ho sentito allora l'impulso di parlarne qui. In rete c'è tutta la storia, raccontata però anche in modo non univoco. Qui troverete testimonianze che ritengo più aderenti alla realtà ed alla personalità di don Pino.


Padre Pino Puglisi era un sacerdote di Palermo che diceva cose semplici e parlava alle persone del popolo in questo modo:


Ho sognato un posto dove erano spariti i furti, dove non c'erano più violenze, prepotenze"
" Se ognuno di noi fa qualcosa, insieme possiamo molto"
" Mio padre dice che la gente qua è divisa in due: quelli che camminano a testa bassa e gli uomini d'onore che camminano a testa alta" - "Allora diciamo che io sono venuto qua per aiutare la gente perbene a camminare a testa alta!"


La mafia lo uccise con un colpo alla nuca il 15 settembre 1993, il giorno del suo 56esimo compleanno. Perché?


Perché stava insegnando alla gente a vivere senza dipendere dai mafiosi, a credere che una società diversa è possibile se lo vogliamo tutti veramente.


Questo vale anche per altre situazioni, per altri problemi sociali.


sabato 26 aprile 2008

Pellegrinaggi


Pensierino del mattino:
E' più difficile, penoso, ma santifica maggiormente andare a San Giovanni Rotondo e stare in coda per ore per cercare di vedere il corpo di San Pio da Pietrelcina oppure seguire il vangelo ed applicarlo, ogni santo giorno che Dio ci manda, nel pellegrinaggio della nostra vita?
Questa è la domanda (this is the question...).

giovedì 24 aprile 2008

25 Aprile 2005 - Ossario di Coazze (To)


INTERVENTO PER IL 60° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE ALL’OSSARIO DI COAZZE (TO).

Saluto i rappresentanti delle istituzioni civili e militari, i rappresentanti delle associazioni partigiane e voi tutti qui presenti.
Sono onorato di prendere la parola in questo luogo così importante per la storia dell’Italia Repubblicana. Io sono solo il nipote di uno di questi eroi qui sepolti. Sono nipote di un partigiano, morto assieme al suo comandante, medaglia d’oro della Resistenza Sergio De Vitis, nell’assalto alla polveriera di Sangano.
Mio zio, come tanti suoi compagni, morì giovane a 23 anni, su queste bellissime montagne, in un giorno che forse aveva lo stesso cielo azzurro e terso come quello di oggi.
Mi sono chiesto tante volte dove i giovani di quella generazione avessero potuto trovare il coraggio di reagire all’occupazione ingiusta e criminale, dove trovarono la forza di resistere alle ingiustizie ed ai delitti dei nazifascisti.
Dove trovarono la fermezza d’animo per rimanere in prigionia nei lager in Germania e Polonia (come fece anche mio padre preso prigioniero dai nazisti dopo l’8 settembre), senza cedere alle lusinghe della repubblica di Salò, che pure li avrebbe riportati sul suolo d’Italia.
Erano giovani e giovanissimi, avrebbero potuto avere un futuro davanti al loro, invece il destino li ha posti davanti a scelte che farebbero tremare i polsi a chiunque e loro hanno saputo scegliere!
E hanno scritto le pagine più gloriose ed eroiche della storia della nostra Repubblica.
Ragazzi, ma nello stesso tempo Uomini che seppero prendere la loro croce senza esitazioni.
Dobbiamo dichiarare apertamente e dovranno continuare a dirlo anche le future generazioni che noi abbiamo un debito di riconoscenza davvero incolmabile nei loro confronti.
Senza il loro sacrificio di 60 anni fa, noi oggi non saremmo liberi e non avremmo avuto uno stato di diritto ed una democrazia in cui vivere.
E’ probabile che loro non pensavano a tutto quello che sarebbe stato dopo la liberazione, è certo però che essi combattevano per quegli ideali di giustizia e libertà poi trasfusi interamente nella nostra Costituzione Repubblicana.
E’ proprio per questi motivi che io, da quando ho scoperto che mio zio è qui sepolto, vengo con le mie figlie ogni volta che posso e continuo a spiegare loro le ragioni della Resistenza e della lotta di liberazione.
Per me, e credo per tutti Voi, non è solo una cerimonia per la commemorazione e per rendere onore ai partigiani, ma anche l’occasione per ribadire che quei valori sono sempre vivi e che occorre continuare a difenderli, tutti i giorni della nostra vita, perché c’è ancora, dopo 60 anni, bisogno di difenderli. Lo vediamo tutti i giorni e in tantissime situazioni.
Il fascismo, purtroppo, non è morto e gli orrori del passato possono ritornare.
Questo continuo a dire alle mie figlie.
Spiego loro che questa obbligazione morale l’abbiamo nei confronti degli eroi che sono qui come nei confronti delle migliaia e migliaia di partigiani, di civili, uomini, donne e bambini, morti in tutta Italia per il riscatto del Paese.
Per questo debito di riconoscenza noi non dobbiamo e non dovremo mai abbassare la guardia della democrazia ad evitare che i nuovi fascismi prendano piede e demoliscano le libertà così sanguinosamente conquistate.
Le responsabilità di ciò sono di tanti, dalla scuola ai mezzi di comunicazione, ma anche e più di tutti della politica.
Proprio oggi che il crescente revisionismo, di alcune parti della nostra società, cerca di stravolgere non solo le verità storiche, ma anche le istituzioni democratiche e repubblicane, così faticosamente e duramente conquistate, anche su questi monti.
Mi riferisco, in particolare, alla proposta di modifica della Costituzione che la renderebbe completamente diversa da quella attuale e, soprattutto, che comporterebbe un arretramento nei diritti e nei valori di uguaglianza, solidarietà e giustizia sociale. C’è oggi, nuovamente, il rischio del regime, di un regime di tipo nuovo, basato sull’eliminazione dei diritti uguali ed universali per tutti i cittadini, quello che vale a Torino o a Milano, potrebbe non esserlo più a Palermo, un regime basato su leggi particolari che valgono solo per pochi privilegiati e che abbassano sensibilmente il livello di legalità dello stato di diritto, un regime basato anche sull’abrogazione dell’indipendenza dei giudici e sullo stravolgimento dell’equilibrio tra i Poteri istituzionali dello Stato.
Non dobbiamo cadere in questo tranello, difendiamo la Costituzione ed i valori che essa rappresenta, così come i nostri cari partigiani lottavano per la liberazione. Ognuno di noi lo può fare modestamente nel proprio lavoro nella vita di tutti i giorni, senza arrivare all’estremo sacrificio, come hanno fatto loro, ma anche solo con piccoli gesti.
I frutti migliori della Resistenza, sono proprio l’antifascismo e la Costituzione. Una Costituzione tra le più avanzate del mondo, straordinariamente diversa dal modello liberale classico e dalle costituzioni borghesi, proprio perché costruita da tutte le forze politiche che, dopo la Liberazione, nonostante le divisioni ideologiche, che allora erano ben altre rispetto a quelle attuali, si sono messe insieme per fondare questa società basata sui diritti e sulle libertà.
Noi oggi abbiamo il dovere di difendere questo modello di società consegnatoci dai nostri genitori e dobbiamo tramandarlo intatto ai nostri figli.
Voglio terminare ringraziando i cittadini di questa generosa terra piemontese, che hanno accolto i nostri cari come se si trattasse di figli propri e non era facile a causa delle efferate rappresaglie del nemico. Grazie a tutti.